I dissalatori sono largamente usati in tutto il basso Mediterraneo e nel Golfo Persico per produrre acqua potabile o per usi agricoli. Esistono centinaia di impianti in funzione per una portata complessiva di 18 milioni di m3 al giorno (200 m3 al secondo) suddivisi grosso modo a metà tra impianti ad osmosi inversa ed impianti ad evaporazione. Le tecniche di dissalazione sono quindi assai collaudate ed hanno il solo problema di avere un elevato costo energetico.
La tecnica del Solar Pond (stagno solare) è ben collaudata a livello mondiale. Decine di solar pond sono attivi in varie parti del mondo e sono essenzialmente usati come collettori solari di bassa efficienza (20% circa) e di costo molto basso, con manutenzione molto ridotta. La proposta SIT si basa su studi ingegneristici ormai consolidati e su un brevetto cui SIT ha partecipato.
L'obiettivo è quello di avere acqua pura (distillata ma non potabilizzata) ad un costo inferiore a 1 euro/m3 tenendo conto dei costi di esercizio, dei costi energetici e dei costi di ammortamento con un impianto che produca 200 litri/s (circa 17000 m3/giorno). Il solar pond funziona in continua e non è sensibile alle variazioni giorno-notte o a periodi di cattivo tempo inferiori ai 10 giorni, ma è sensibile alle variazioni stagionali.
Si pensa a una produzione media giornaliera di 17000 m3 nel periodo maggio settembre che può ridursi a 8000 m3 nel periodo invernale dicembre-marzo.
Il solar pond può essere sfruttato con l'aggiunta di vasche di essicazione, come un' efficiente salina.
